[Racconti] L’esperienza in Croce Rossa mi ha avvicinata di più alla donna che voglio essere.

Marta Principe volontaria CRI Firenze

[Racconti] L’esperienza in Croce Rossa mi ha avvicinata di più alla donna che voglio essere.

All’età di 39 anni, nel 2017, il mio compagno si era trasferito per un anno all’estero. Per questo ho pensato di dedicare il tempo libero che avrei avuto in più ad una “buona causa”.

Volevo entrare in una società di volontariato in cui la mia laurea in Psicologia potesse servire a qualcosa; in più mi piaceva l’idea di entrare in azione dando un supporto psicologico proprio nelle situazioni di massima emergenza.

Ho quindi cercato l’associazione che avesse sia la convenzione con la Protezione Civile, sia un settore dedicato all’assistenza psicosociale. In più volevo un’associazione laica, che inglobasse i miei stessi valori di imparzialità ed umanità… ed eccomi qua!

I primi due anni ho fatto servizi con la Protezione Civile o comunque durante gli eventi; poi un anno fa è arrivato il Covid che ci ha cambiato la vita.

La prima settimana sono rimasta paralizzata a casa, cosciente di aver perso almeno per un anno il mio lavoro da libera professionista, in angoscia e sentendomi completamente persa. Poi ho realizzato che l’unico modo per sentirmi meno persa era quello di partecipare alla “rinascita” dell’umanità, o almeno della mia città.

E così sono andata in sede del Comitato e mi sono data da fare: ho distribuito mascherine attraversando la città nei momenti di lockdown più estremo, ho pianto guardando la bellezza di Firenze abbandonata ad una solitudine per la quale non è nata.

Ho sorriso insieme alle anziane signore che mi aprivano la porta più per fare due chiacchiere ed offrirmi ogni genere di cosa (caffè, gelati, cioccolatini…peccato che non potevamo accettare niente!) che per ricevere le mascherine!

E infine ad Agosto ho deciso letteralmente di “imbarcarmi per un’altra avventura: sono partita in volo per Lampedusa e poi salita sulla nave Azzurra come volontaria di Croce Rossa. Volevo dare aiuto alle centinaia di persone che ogni giorno migrano e approdano nella nostra penisola nella speranza di trovare una vita migliore.

Non so se la loro vita è migliorata (lo spero!), ma di sicuro questa esperienza mi ha avvicinata di più alla donna che voglio essere!

Fare volontariato per me significa dare una mano e anche darsi una mano. È solo aiutando gli altri che si riesce ad aiutare se stessi: solo se ci sentiamo utili nel mondo, il mondo troverà il modo di ringraziarci.

Oggi ho sviluppato una nuova professionalità, anche spinta ed ispirata dalle belle ed intense emozioni provate quest’anno con Croce Rossa, che ha permesso al mio lavoro di ripartire, ma non smetto di tornare in Comitato per ritrovare la mia fonte di ispirazione ed entusiasmo!

Tra i volti che ricorderò sempre, quello di un ragazzino tunisino di 16 anni che c’era sulla nave. Appena conosciuto aveva dato a tutti l’impressione di un furbetto, smaliziato e impertinente pronto a raggirarti con gli occhietti da adolescente innocente ed invece sapeva parlare 4 lingue (Arabo, Francese, Inglese ed Italiano) e sognava di andare in Francia a studiare per iscriversi all’Università.

Nel giro di pochi giorni è diventato il nostro traduttore ufficiale sulla nave: è incredibilmente appagante vedere l’entusiasmo di una vita che potrebbe davvero cambiare, anche grazie a quello che stai facendo tu!

Marta Principe, volontaria Croce Rossa – Comitato di Firenze (Area Emergenze)

 

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